SearchEsegui ricerca

Global Music Report 2017

Secondo l'ultima edizione del Global Music Report, l’industria discografica mondiale tra il 1999 e il 2014 ha perso quasi il 40% dei ricavi. Solo nel 2015 i ricavi globali sono tornati a crescere (+3,2%) e nel 2016 si è consolidata l’inversione di tendenza (+5,9%).

Nel 2015 il segmento digitale del mercato musicale è diventato la principale fonte di ricavi. Oggi le vendite fisiche restano significative solo in alcune aree geografiche (e per alcuni artisti) e il fattore strategico di crescita è lo streaming.

Secondo la ricerca realizzata da IFPI, le case discografiche e i distributori sono stati determinanti in questa evoluzione, rilasciando licenze per più di 40 milioni di tracce verso centinaia di servizi digitali nel mondo e sviluppando sistemi innovativi per un sempre maggiore accesso alla musica.

Le case discografiche hanno imparato a usare in modo sempre più sofisticato le enormi quantità di dati disponibili grazie alla digitalizzazione e riescono a focalizzare meglio le strategie di marketing per sviluppare le carriere artistiche in collaborazione con i manager e gli artisti.

Ricavi dell’industria musicale nel mondo

Prima di vedere un ritorno alla crescita, nel 2015, l'industria discografica ha perso quasi il 40% dei ricavi tra il 1999 ed il 2014. I diritti connessi sono passati da 1,4 miliardi di dollari del 2010 ai 2,2 miliardi nel 2016

Top ten mercati mondo

  1. USA: 5,318.21 milioni di dollari
  2. Giappone: 2,745.99
  3. Regno Unito: 1,251.14 
  4. Germania: 1,212.00  
  5. Francia: 849.59  
  6. Canada: 367.98 
  7. Australia: 357.26 
  8. Corea del Sud: 330.17 
  9. Italia: 263.77
  10. Olanda: 243.36

La crescita del vinile è stata registrata in 49 mercati nel mondo. Dopo 10 anni successivi di crescita, il vinile rappresentava il 10.5% di tutte le vendite fisiche nel 2016 e il 3.6% dei ricavi totali nel mondo. Le vendite sono cresciute fortemente in Paesi come la Norvegia, la Danimarca, l'Australia, il Sud Corea in concomitanza alla progressiva diffusione dello streaming.

Sostenibilità dell’industria musicale

Industria musicaleContinua a crescere la disparità (Value Gap) tra quello che le piattaforme di upload, come YouTube, generano dall’utilizzo della musica, rispetto ai ricavi che vengono riconosciuti  a coloro che hanno lavorato e investito per la creazione di quei contenuti musicali.

I servizi upload di streaming video, beneficiando della errata applicazione dei “safe harbours”, comprendono la più ampia audience di servizi musicale, stimata intorno ai 900 milioni di utenti. Nel 2016 i ricavi determinati per gli aventi diritto attraverso questi servizi hanno raggiunto i 553 milioni di dollari.

I servizi on demand di audio streaming che hanno invece negoziato le licenze su termini corretti contribuiscono per oltre 3.9 miliardi di dollari malgrado la base utenti sia ben minore: 212 milioni di utenti.

La Commissione Europea ha identificato il value gap come una distorsione del mercato che necessita di un intervento normativo e ha proposto una bozza che è attualmente in discussione presso il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri. Obiettivo: ristabilire una proporzionata remunerazione per gli artisti e i produttori.

Fonte: Abstract in italiano del report realizzato da Federazione Industria Musicale Italiana.