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Musica, copyright e concorrenza.

111 MILIONI DI EURO, questo è quanto è stato versato a Vecchio e Nuovo Imaie dai produttori musicali come compensi per gli artisti dal 2002 a oggi.
Altri 19 milioni sono pronti per essere pagati agli aventi diritto, ma il Nuovo Imaie, per contrastare le liberalizzazioni nel settore dei diritti musicali, preferisce bloccarli con un'azione giudiziaria.

Centoundici milioni di euro versati da SCF, il consorzio dei produttori discografici a Imaie e Nuovo Imaie in poco più di dieci anni come diritti musicali per le utilizzazioni di musica in radio, TV e nei pubblici esercizi in Italia, questi i numeri diffusi da SCF dopo i comunicati inviati da Nuovo Imaie.

Diritti che sono stati versati dal Consorzio con soddisfazione degli enti rappresentativi degli artisti, tanto che lo stesso Presidente di Nuovo Imaie ha confermato la piena esecuzione degli obblighi di SCF in due successivi accordi firmati nel 2011 e nel 2013, altro che ritardi e mancati pagamenti lamentati da Nuovo Imaie.

Come è noto con un'iniziativa giudiziaria senza precedenti, il Nuovo Imaie, l'ente subentrato all'Imaie, già estinto dal Prefetto di Roma, ha posto in essere un attacco alla liberalizzazione nel settore del copyright, votata dal Parlamento nel 2012 e che ha aperto finalmente alla concorrenza nel settore dei diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori. 

Con il blocco delle somme dovute agli artisti richiesto da Nuovo Imaie, l’ente che dovrebbe rappresentare gli artisti, nei confronti di SCF, Consorzio Fonografici che rappresenta le case discografiche, si genera il paradosso per il quale l'ex monopolista nel settore, invece di favorire una rapida distribuzione ai cantanti e musicisti dei denari incassati da radio, televisioni e pubblici esercizi nel 2012 e nel 2013, bloccherà per anni tali diritti e con l’unico scopo di affossare la concorrenza tra società di gestione dei diritti in Italia.