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Copia privata: firmato il decreto per la rideterminazione dell’equo compenso

Il Ministero per i beni culturali, ha firmato il decreto 30 dicembre 2009 di rideterminazione del compenso per "Copia privata", che la legge sul diritto d’autore già prevedeva in via provvisoria.

Il provvedimento, adottato a conclusione di una lunga e complessa istruttoria che ha visto la partecipazione di tutte le categorie interessate,  giunge a più di sei anni di distanza dal decreto legislativo n. 68/2003, emanato in attuazione della normativa comunitaria.

Come afferma la nota pubblicata sul sito del Ministero “Esso individua un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze, altrettanto importanti, degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico. Poiché si tratta di un settore in rapidissima evoluzione, sarà costituito un tavolo di lavoro, cui parteciperanno tutti i soggetti interessati, chiamato a monitorare l’evoluzione del mercato dei supporti e degli apparecchi assoggettati a compenso, anche ai fini dell’aggiornamento triennale del decreto”.
 
Il compenso per il diritto di copia privata, riconosciuto nella maggioranza dei paesi dell’Unione Europea (es. Germania, Francia, Spagna), non è una tassa e rappresenta  la remunerazione da riconoscere ad autori, editori, produttori discografici e cinematografici e artisti interpreti ed esecutori, in cambio della libertà di effettuare registrazioni private di opere protette dalla legge sul diritto d’autore su supporti vergini e apparati di riproduzione. Tale compenso, dovuto dai produttori di supporti, è già compreso nel prezzo pagato dall’acquirente finale.
 
Oggi con il decreto 30 dicembre 2009 di rideterminazione del compenso per Copia privata la tutela dei contenuti culturali in Italia si avvicina ai livelli di remunerazione stabiliti negli altri Paesi europei e trova un coerente adeguamento con le attuali potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica. Il provvedimento aggiorna, infatti, il panel dei supporti di riferimento oggetto del compenso per copia privata introducendo strumenti di riproduzione di contenuti espressione del mondo e della cultura digitale: cellulari multimediali, memorie Usb, computer vengono così riconosciuti a pieno titolo come alcuni dei devices più comunemente utilizzati dai consumatori per la riproduzione di opere artistiche come i contenuti musicali.

Scarica qui il decreto