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La musica ad alto ritmo è ideale per allenarsi

1 febbraio 2020
Studi e ricerche

La musica migliora le performance nell’allenamento, in particolare i brani che hanno più di 170 battiti per minuto (bpm).

La musica ad alto ritmo è ideale per allenarsi

Secondo una recente ricerca dell'Università di Verona pubblicata su Frontiers in Psychology la musica ad alto ritmo è la più efficace in quanto incrementa i benefici degli allenamenti e riduce la percezione dello sforzo fisico.

Il co-autore Luca Paolo Ardigò, docente di Metodi e didattiche delle attività sportive, del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento ha  indagato insieme a 6 collaboratori l’effetto che il tempo musicale ha durante l’allenamento.

Il campione di 19 donne (24 – 31 anni) ha eseguito sessioni  di 10 minuti:

  • resistenza (running e camminata su tapis roulant)
  • esercizi ad alta intensità (leg press).

Le condizioni ambientali prevedevano: allenamento in silenzio, con musica a bassa intensità (90 - 110 bpm), a media (130 - 150 bpm) e ad alta intensità (170 - 190 bpm).

Tra i parametri analizzati: la forza massima, la percezione dello sforzo richiesto dall’esercizio e la frequenza cardiaca.

"Abbiamo visto che l'ascolto di musica ad alto ritmo durante camminata e workout in palestra comporta un aumento di frequenza cardiaca e uno sforzo percepito più basso rispetto a quando si fa sport senza ascoltare la musica”, ha spiegato Ardigò. "Ciò significa che l'esercizio sembra meno impegnativo, ma è in realtà più vantaggioso in termini di miglioramento della forma fisica”.

La play-list ad alta intensità utilizzata dai ricercatori

  • Taylor Swift, Cruel Summer (172 bpm)
  • Green Day,  Basket Case (176 bpm)
  • Pat Benatar, Love Is a Battlefield (181 bpm)
  • Scissor Sisters, Laura (182 bpm)
  • Caro Emerald, You Dont Love Me (189 bpm).

Tutti i brani selezionati fanno parte del catalogo tutelato da SCF.

Hanno collaborato alla ricerca

  • Vittoria Maria Patania, Dražen Čular e Alen Miletić, dell’università di Spalato (Croazia)
  • Johnny Padulo, dell’università di Milano
  • Enzo Iuliano e Andrea De Giorgio, dell'università degli studi eCampus di Novedrate.

In futuro verranno condotti altri studi analoghi per prendere in esame gli effetti del genere musicale, della melodia e del significato dei testi. Comprendendo anche questi elementi, sarà possibile utilizzare meglio la musica come stimolatore durante l’allenamento.

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