I diritti connessi non rappresentano più soltanto uno strumento di tutela, ma una componente sempre più centrale nell’economia della musica: è questo uno dei temi al centro dell’intervista rilasciata dal Direttore Generale Mariano Fiorito a London One Radio.
Nel corso della conversazione è emerso con chiarezza come il mercato stia evolvendo e come il valore generato dall’utilizzo della musica sia oggi un elemento strutturale per la sostenibilità dell’industria discografica. In Italia, infatti, i diritti connessi rappresentano attualmente la seconda fonte di ricavo per i produttori discografici, con un’incidenza del 16%, precedendo il comparto della musica fisica e posizionandosi subito dopo lo streaming (fonte: FIMI). Un dato che conferma il ruolo sempre più strategico della gestione collettiva dei diritti a cura di SCF, impegnata ogni giorno a trasformare il valore generato dall’utilizzo della musica in compensi destinati ad artisti e produttori.
L’intervista è stata inoltre l’occasione per ribadire l’importanza di un sistema di licenze efficace e trasparente, favorendo una corretta valorizzazione della creatività e degli investimenti dell’industria musicale: è un percorso che trova conferma anche nei risultati raggiunti nel 2025, con 52,9 milioni di euro distribuiti agli aventi diritto e una riduzione dell’aggio, a testimonianza dell’impegno della collecting nel rafforzare efficienza, distribuzione e supporto al mercato musicale.