22 gen 2026 08:15 22 gennaio 2026

Il valore economico del mercato audio e il ruolo dei diritti connessi nell’ecosistema radiofonico

Recenti ricerche svelano che il mercato audio è capace di attrarre pubblici giovani e in questo scenario i diritti connessi rappresentano una componente strutturale del sistema di valore dell’audio.

I recenti dati pubblicati da Radiocentre nel Regno Unito, insieme alle evidenze emerse dall’Economic survey of the value of music to private radios condotto in Francia dalla collecting SPRE, offrono una fotografia chiara dello stato di salute del mercato audio e del suo ruolo all’interno dell’ecosistema pubblicitario contemporaneo. Le evidenze emerse delineano infatti l’audio come uno dei segmenti media più forti e strategicamente rilevanti, con una crescita significativa delle ore finanziate dalla pubblicità. La radio commerciale, in particolare, continua a rappresentare la quota largamente maggioritaria dell’ascolto ad-supported: per l’ecosistema nel suo complesso, significa che l’audio non è soltanto un mezzo ad alta reach, ma anche un motore di profittabilità, in grado di sostenere investimenti e remunerazione.
Le evidenze francesi rafforzano ulteriormente questo scenario: l’88% degli ascoltatori associa la radio privata principalmente alla musica, che rappresenta il primo motivo di ascolto. E quando gli ascoltatori spengono la radio, dichiarano di rivolgersi ad altre fonti, a conferma del fatto che il consumo audio è continuativo e guidato dal contenuto musicale.
Dall'attenzione dell'audience al ritorno sugli investimenti
Le ricerche sul ritorno dell’investimento pubblicitario mostrano dunque che l’audio è tra i mezzi più redditizi del panorama media: secondo Radiocentre, sia l’audio digitale sia la radio tradizionale garantiscono infatti un profitto da ROI superiore alla media, sia nel breve sia nel lungo periodo.
Questa capacità di generare valore economico si fonda su un rapporto diretto tra contenuto, attenzione dell’audience e valore per gli inserzionisti. I dati SPRE evidenziano come senza musica più della metà degli ascoltatori (57%) smetterebbe di seguire la propria stazione abituale, un elemento che sottolinea quanto le registrazioni musicali siano determinanti per mantenere ascolto e reach - e quindi valore pubblicitario.
L’audio continua a dimostrare una forte capacità di attrazione delle generazioni più giovani, un target chiave per il mercato pubblicitario: circa l’80% degli ascoltatori dichiara di cercare brani familiari, e il 77% si sintonizza per ascoltare canzoni che già conosce. Questa relazione stabile tra pubblico, repertorio e piattaforma rafforza la prospettiva di lungo periodo del mercato audio e ne consolida il valore economico: la musica svolge infatti un ruolo chiave anche nella tolleranza alla comunicazione commerciale, in particolare tra i pubblici più giovani, contribuendo a rendere l’esperienza di ascolto sostenibile e attrattiva per i brand.
Valore economico e diritti connessi: una relazione strutturale
Nel loro insieme, i dati provenienti da Regno Unito e Francia convergono su un punto fondamentale: la musica è il cuore dell’esperienza radiofonica e audio, ed essendo il principale driver di engagement si fa dunque veicolo di alta redditività.
In un mercato audio forte e capace di attrarre pubblici giovani, i diritti connessi rappresentano dunque una componente strutturale del sistema di valore dell’audio.

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